ISRAELE:SCACCO MATTO A RE BIBI?

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Lunedì 2 marzo – alla chiusura delle urne – sembrava che il politicamente immortale Benjamin Netanyahu, Premier più longevo della storia dello Stato di Israele, l’avesse spuntata ancora. 

Il Likud, partito di cui Bibi è leader indiscusso, terminati i conteggi in un paese blindato dall’emergenza coronavirus, si è visto attribuire 36 dei 120 seggi risultando la formazione più votata della Knesset, il parlamento israeliano.

Un risultato insperato soprattutto alla luce delle precedenti due tornate elettorali, entrambi inconcludenti per permettere la formazione di una maggioranza di almeno 61 seggi capace di esprimere un governo legittimato.

La coalizione di destra, sorretta dalla performance del Likud e riuscita a far eleggere 58 parlamentari, sembrava solo qualche giorno fa la chiave di volta di Netanyahu per vedersi riconfermato Primo Ministro e al tempo stesso riuscire a districarsi dalle tribolazioni giudiziarie che lo attanagliano.
L’inizio del procedimento che lo vede incriminato per tre diversi capi d’accusa avrà inizio il prossimo 17 marzo, ed era quindi ragionevole aspettarsi che King Bibi sarebbe riuscito a far confluire all’interno della coalizione almeno tre rappresentanti della Knesset in grado di conferirgli gli agognati 61 seggi.

A sparigliare le carte in gioco ci ha pensato però, nella giornata di ieri, l’eclettico Avigdor Lieberman del partito Yisrael Beiteinu, che ha fatto sapere di essere pronto a sostenere Binyamin Gantz del partito Blu e Bianco, principale sfidante di Netanyahu, e la cui coalizione acquisirebbe così 62 seggi.

Lieberman, membro della Knesset di lungo corso, ha ricoperto negli anni diversi incarichi ministeriali, principalmente a capo del Dicastero degli Esteri e della Difesa.
Fu proprio lui che, circa un anno fa, in opposizione alla scelta di cessate il fuoco sui territori di Gaza, lasciò il governo scuotendone vigorosamente gli equilibri al suo interno.
Negli ultimi convulsi mesi non ha risparmiato dalle critiche né a Gantz né, tantomeno, a Netanyahu, rifiutando alleanze con entrambi.
Ha custodito gelosamente gli otto seggi che la formazione da lui guidata ha ottenuto alle elezioni di settembre, costringendo di fatto il paese alle ultime forzate elezioni.
All’interno della compagine dei partiti di destra si differenzia per un nazionalismo spiccatamente laico, dichiaratamente contro il sistema clericale e contro il sionismo religioso, e allo stesso tempo è abile a sfruttare le vaste praterie di una sinistra evanescente ed orfana di un leader credibile.

I 7 seggi conquistati lunedì risultano quindi essere l’ago della bilancia in grado di cambiare gli equilibri delle sabbie mobili della politica israeliana.

Lieberman ha inoltre dichiarato di voler sostenere il disegno di legge secondo il quale non sarà possibile per un cittadino incriminato sedere fra i banchi del governo.
Se tutto questo si dovesse concretizzare si profila un nuovo orizzonte per lo Stato di Israele, e il possibile tramonto di Re Bibi.

Fonti:

https://www.haaretz.com/israel-news/.premium-with-one-stroke-of-the-pen-netanyahu-writes-off-half-a-million-israelis-1.8631166

https://www.theguardian.com/world/2020/mar/03/israel-election-2020-latest-results

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