ITALIA E FRANCIA: A NAPOLI PACE FATTA

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Quando si tratta di relazioni Italo-Francesi tutte le strade portano a Napoli. Basti pensare al Regno di Napoli guidato dagli Angioini e a Giuseppe Bonaparte divenuto Re di Napoli per ordine dell’imperatore e fratello Napoleone Bonaparte. Il 27 Febbraio si è svolto al Palazzo reale di Napoli il vertice bilaterale tra Italia e Francia, si tratta del 35° vertice intergovernativo tra i due Paesi.

Il Presidente del Consiglio Italiano Giuseppe Conte, ha firmato insieme al Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, il “Patto di Napoli”, che si è tradotto in un lungo e dettagliato elenco dei settori in cui Roma e Parigi intendono d’ora in poi camminare fianco a fianco nell’interesse comune di rafforzare l’integrazione europea, dimenticando incomprensioni e polemiche che hanno portato Italia e Francia a scontrarsi più volte su numerosi dossier europei ed internazionali. Il vertice di Napoli ha visto la presenza di 11 ministri italiani e altrettanti francesi (Esteri, Interno, Giustizia, Difesa, Economia, Trasporti, Ambiente, Cultura, Istruzione, Ricerca, Affari europei).

Ma quale l’obiettivo di questo vertice? Il summit di Napoli si è configurato come un momento importante per la ripresa di relazioni positive fra i due Paesi. Il rilancio di un trattato bilaterale, il trattato del Quirinale, è stato all’ordine del giorno. Il Patto di Napoli, nel riaffermare la piena collaborazione nel campo della politica estera e di sicurezza comune europea, ha dato vita ad un accordo nel settore della cantieristica navale militare. Questa alleanza consentirà di coordinare le strategie industriali internazionali, con la definizione comune di un portafoglio di opportunità di esportazione. Più in generale Francia e l’Italia intendono rafforzare ulteriormente il loro ruolo guida nell’attuazione di nuove iniziative di difesa europee, attraverso la cooperazione strutturata permanente (PESCO), il Fondo europeo di difesa (EDF) e il futuro Strumento Europeo per la Pace (SEP).

Un altro tema affrontato dal Presidente Conte e Macron è stata la stabilità di lungo termine del Mediterraneo e dell’Africa sub-sahariana che resta una priorità assoluta per l’Italia e per la Francia. I due Paesi si mobiliteranno quindi per promuovere investimenti sostenibili in Africa, si impegneranno anche attraverso l’incremento dell’interoperabilità tra le rispettive marine a garantire la sicurezza marittima, inclusa la salvaguardia della libera navigazione nel Mediterraneo orientale, luogo di crescenti tensioni, tra Turchia Cipro e Grecia, ma anche tra Turchia ed Ue. Sulla crisi libica Roma e Parigi sostengono con convinzione il percorso definito dalla Conferenza di Berlino.

Infine i due Stati fondatori e membri dell’Ue sostengono il prossimo lancio della Conferenza sul futuro dell’Europa, che si chiuderà nel 2022 nel corso del Semestre francese di Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea. Tale Conferenza è un’opportunità fondamentale per rafforzare le priorità dell’Unione e renderla più vicina alle esigenze dei suoi cittadini, coinvolgendo anche i Paesi candidati.

Il modello di vertice bilaterale portato a Napoli, tra Italia e Francia è simile a quello del rapporto franco-tedesco strutturato dal Trattato dell’Eliseo, poi perfezionato con il Trattato di Aquisgrana, tra Parigi e Berlino. La Francia guidata dal Presidente Macron già da tempo si sta muovendo all’interno dell’Ue come nuovo centro di gravità del continente Europeo, è plausibile pensare che Parigi attraverso questi vertici intergovernativi prima con Berlino e poi Roma voglia fare da trade unions, per tentare di costituire un nuovo motore europeo, una dinamica assai opportuna dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea.

 

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Gabriele La Spina

Gabriele La Spina, attualmente Capo Redattore e analista geopolitico per gli Affari Europei in IARI. Nato a Catania nel 1991, ha conseguito la laurea triennale in Politica e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Catania, ha proseguito gli studi a Milano, conseguendo il Diploma in Affari Europei presso l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). Infine ha continuato con la laurea magistrale in Internazionalizzazione delle Relazioni Commerciali sempre presso l’Ateneo di Catania.

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