IL CANADA DI JUSTIN TRUDEAU

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.24.1″ custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_row _builder_version=”3.25″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.25″ custom_padding=”|||” custom_padding__hover=”|||”][et_pb_text _builder_version=”4.1″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||” hover_enabled=”0″]

A

Quando nel 2015 Justin Trudeau giurò come primo ministro del Canada, in realtà il suo cognome non era nuovo alla politica del paese. Suo padre, Pierre Trudeau, era infatti stato uno dei politici più celebri e popolari della storia del paese e aveva a sua volta ricoperto il ruolo di Primo Ministro. Dopo la morte di suo padre, egli divenne più attivo politicamente e vinse un seggio in parlamento nel 2008. In Canada, molti furono gli scettici che lo accusarono di essere troppo giovane e senza esperienza, ma, candidatosi per la carica di primo ministro alle elezioni generali, portò i liberali alla vittoria.

Trudeau ha riportato il suo partito al potere rivolgendosi a un elettorato più che stanco di quasi un decennio di governo conservatore di destra. Giovane, affascinante e motivato, Trudeau appariva al paese come l’antitesi dei conservatori che lo avevano preceduto, soprattutto politicamente.  Obiettivo dei liberali era quello di proporre un Canada nuovo, diverso, multiculturale. Diversamente dai governi di tipo conservatore, che abbracciarono l’islamofobia dilagante, il governo di Trudeau ha incluso un numero record di parlamentari musulmani.

Dal 2015 a oggi Trudeau ha mantenuto molte delle promesse che fece in campagna elettorale.

Il primo grande risultato del governo liberale di Trudeau riguarda sicuramente l’immigrazione. Il primo ministro canadese ha dato l’immagine di un Canada multiculturale, tollerante, aperto all’accoglienza. Nel 2018 il Canada ha infatti accolto più rifugiati di qualsiasi altro paese.
Nel gennaio 2017 rimase celebre il suo tweet: “A coloro che fuggono dalla persecuzione, dal terrore e dalla guerra, i canadesi vi accoglieranno, indipendentemente dalla vostra fede. La diversità è la nostra forza #Benvenuti in Canada”. L’approccio di Trudeau vuole sicuramente rappresentare un’alternativa a quello di Trump, particolarmente chiuso all’immigrazione. Il tweet non è ovviamente passato inosservato. Molti hanno infatti criticato Trudeau per aver causato un’impennata delle richieste di asilo in Canada, portando un vero e proprio disagio nello smaltire l’enorme numero di richieste.  

Un altro grande obiettivo raggiunto dal governo Trudeau è sicuramente la legalizzazione della Marijuana.
Dopo le promesse dei liberali nella campagna elettorale del 2015, l’uso ricreativo, il possesso e la vendita di marijuana sono diventati legali il 17 ottobre 2018. Il governo federale ha quindi considerato la legalizzazione come un grande passo atto a eliminare lo spaccio illegale di marijuana nel paese. Il Canada è così diventato il più grande paese al mondo ad aver legalizzato la vendita di marijuana.

Uno dei punti chiave dell’attuale governo canadese è stato anche la lotta al cambiamento climatico che si è rivelata prioritaria. Il ministro dell’ambiente e del cambiamento climatico, Catherine McKenna, si è recata a Parigi per la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2015, dove si è unita ai rappresentanti di 195 Paesi per firmare l’Accordo di Parigi, che stabilisce un piano internazionale per limitare il riscaldamento globale al di sotto dei due gradi centigradi. Da allora il governo si è impegnato a rispettare un accordo pan-canadese sulla riduzione delle emissioni e ha introdotto una carbon tax. I liberali hanno inoltre optato per grandi investimenti  in infrastrutture a basse emissioni di carbonio, hanno protetto un maggior numero di aree marine e costiere e hanno approvato una legislazione per rivedere i processi di valutazione ambientale.

Nonostante queste misure abbiano incontrato anche una notevole opposizione all’interno del paese, quello che è certo è che il cambiamento climatico è diventata una questione sempre più presente nel dibattito politico, e mentre esistono approcci diversi per combatterlo, l’attenzione posta dai liberali su di esso ha portato tutti gli attori politici a considerarlo ufficialmente come una vera e propria minaccia al paese.

Per quanto riguarda la politica estera, Trudeau, appena eletto, ha avuto incontri amichevoli con l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ma non appena Trump ha vinto le elezioni presidenziali americane del 2016, le relazioni tra Stati Uniti e Canada sono precipitate nel caos. Il nazionalismo, l’isolazionismo e l’intolleranza spesso manifestata da Donald Trump hanno tuttavia permesso al primo ministro Canadese di emergere sulla scena internazionale come un leader giusto e un difensore dei valori liberali della globalizzazione.

Nel 2019, Trudeau è comunque riuscito a conquistare un secondo mandato da primo ministro, nonostante alcune critiche mossegli a ridosso delle elezioni. Prima a causa di uno scandalo politico finanziario, che lo avrebbe visto interferire in maniera inappropriata in un procedimento penale in corso contro l’impresa di costruzioni SNC-Lavalin con sede in Quebec; poi a causa delle accuse di blackface: alla vigilia delle elezioni, Trudeau ha infatti dovuto volgere le sue scuse alla comunità nera per alcune foto risalenti agli anni ’90 che lo ritraevano ad una festa in maschera con il viso dipinto di nero.

Per gli attori politici europei, il Canada di Trudeau ha dimostrato di essere un partner più affidabile in Nord America rispetto agli Stati Uniti di Donald Trump. Trudeau si è espresso a favore dei principi democratici, dei diritti umani e delle libertà fondamentali e di un ordine internazionale ben regolamentato. Il rivale di Trudeau per la carica di primo ministro, il conservatore Andrew Scheer, che sostiene la Brexit e condivide l’approccio di Trump all’Iran e alla Cina, si sarebbe rivelato, probabilmente, un partner molto più difficile per l’Europa.

Justin Trudeau è diventato così il nuovo volto del Canada facendosi baluardo di multiculturalismo e parità di genere. Al di fuori dei suoi confini, Trudeau ha proposto pacifismo piuttosto che interventismo e accoglienza piuttosto che chiusura.  

Fonti

https://www.greeneuropeanjournal.eu/trudeaus-foreign-policy-progressive-rhetoric-conventional-policies/

https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/elezioni-canada-tanti-dubbi-e-un-voto-su-trudeau-24210

https://www.ctvnews.ca/politics/here-s-how-canada-changed-under-justin-trudeau-1.4494319

 

 

 

 

[/et_pb_text][et_pb_image src=”https://iari.site/wp-content/uploads/2019/12/1.jpg” admin_label=”banner dossier” _builder_version=”4.1″ locked=”off”][/et_pb_image][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

Latest from ANALISI

LA CAMBOGIA RISCHIA DI NON VEDERE PIÙ LA DEMOCRAZIA

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.22″][et_pb_row _builder_version=”3.25″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.25″ custom_padding=”|||” custom_padding__hover=”|||”][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat”] Tra