CON TRUDEAU, IL NUVANUT DIVENTA AREA PROTETTA.

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Il Canada prosegue il suo percorso nel segno della tutela ambientale. Il Nuvanut, una zona molto vasta dell’Artico canadese diventa area protetta. D’altro canto però, Ottawa persegue il suo intento di fare la voce grossa sulle politiche energetiche.

Continua lo sforzo del governo canadese, guidato da Justin Trudeau, nella direzione di politiche più attente ai cambiamenti climatici. La notizia, diffusa a gennaio, riporta che il premier sta disponendo per la trasformazione del Nuvanut in una enorme area protetta. La zona è abitata prevalentemente da Inuit canadesi, le cui terre occupano la remota regione nord-orientale di Nunavut, zona di rara bellezza ma costantemente minacciata dai rapidi cambiamenti che si stanno verificando in questi territori.
Così il primo ministro Trudeau ha preso la storica decisione. L’intera area diventerà una delle aree di conservazione più grandi del mondo.

A quale scopo? L’intento è soprattutto limitare l’impatto con quelli che sembrano essere effetti, ormai inevitabili del cambiamento climatico. Inoltre così facendo si intende limitare anche che le continue incursioni di compagnie petrolifere e minerarie vadano ad impattare sulla comunità Inuit, che risente già pesantemente dei contrasti. Sicuramente quindi, nella visione di Ottawa c’è la preoccupazione ambientale, legata all’intento di preservare specie e paesaggi, da lasciare alle comunità locali. Inoltre il premier non esclude che nelle attività di monitoraggio e di gestione, ci sia l’occasione per la creazione di nuovi posti di lavoro e nuove opportunità per valorizzare le popolazioni indigene.
La zona destinata alla protezione è molto vasta e con essa, Trudeau ritiene di aver superato l’obiettivo del suo governo di proteggere il 10% delle aree marine e costiere del Canada entro il 2020, raggiungendo addirittura il 14%.

L’iniziativa del governo canadese rientra sicuramente in una lunga e lungimirante scia di progetti atti a contenere i danni del global warming. La protezione del Nuvanut, inoltre non può far altro che dare sollievo alle popolazioni Inuit vessate dalla modernità incalzante. Tuttavia l’Atteggiamento di Trudeau resta ambivalente, dato che oltre ad incrementare la protezione delle aree marine, rimane costante l’alto livello di attività estrattive, proprio nei dintorni dell’area sottoposta a protezione. Le sfide per il Canada sono sicuramente due: attuare politiche verdi per combattere il riscaldamento globale e tentare di ergersi a competitor principale della Russia, in campo energetico. In entrambi i casi, due sfide ambiziose.

Fonti

Osservatorio Artico

 
 

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Vive a Brusciano (NA) ed è ha una laurea Magistrale in Studi Internazionali presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” con una tesi in Geografia Politica delle Relazioni Internazionali, incentrata sulla geopolitica del Mar Glaciale Artico. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania, collabora da pubblicista con la rivista online, tra cui “Grande Campania”, e gestisce la rivista online “Impronte Sociali” nel ruolo di direttore editoriale. Contestualmente svolge l’attività di Content Manager & editor presso la casa editrice “Edizioni Melagrana”. Nell’ottobre 2019 entra a far parte dello IARI, mettendo a frutto quelle che sono le competenze acquisite durante gli studi universitari. Scrive di Affari Artici, approfondendo gli aspetti geopolitici e strategici dei territori interessati. Ha un diploma IFTS come Social Media Manager conseguito a maggio 2021, grazie al quale gestisce account social di alcune attività del territorio. Da sempre attivo in associazioni che mirano alla promozione socio-culturale e politica, è componente del Nucleo di Valutazione presso il Comune di Brusciano.

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