PER LA SICUREZZA DELLO STRETTO DI HORMUZ GLI USA CONTANO SULLA COREA DEL SUD

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Seoul ha annunciato, tramite un funzionario del Ministero degli Esteri, che schiererà un’unità antipirateria nello Stretto di Hormuz dopo la richiesta degli USA di proteggere le loro petroliere in quello spazio a seguito dei recenti attacchi.

La decisione presa dall’alleato statunitense garantirà la sicurezza dei cittadini e la libera navigazione delle navi sudcoreane oltre che quella delle altre che passano per lo Stretto.

Questa mossa appare davvero importante per rafforzare la sicurezza nello Stretto e anche perché la Corea del Sud ottiene più del 70% del petrolio del Medio Oriente. Secondo un recente sondaggio, il 48,4% dei Coreani si è opposto allo schieramento dell’unità antipirateria, mentre il 40,3% ha sostenuto il piano che si colloca nell’ambito del rafforzamento dell’unità Cheonghae che è di stanza nel Golfo di Aden dal 2009 a contrasto della pirateria. Essa si colloca nell’ambito dell’iniziativa di collaborazione con Unione Europea e Stati Uniti.

La presenza nello Stretto di una potenza che nel quadrante asiatico garantisce sicurezza e stabilità geopolitica a Washington consente di “ripagare” le spese che la Casa Bianca sostiene a favore dell’alleato. Inoltre, la Corea del Sud gioca un ruolo strategico in quanto è il quinto importatore di greggio mediorientale e uno dei clienti dell’Iran ma ha smesso di importare greggio iraniano dopo la fine delle deroghe delle sanzioni statunitensi.

Probabilmente la decisione coreana servirà agli Stati Uniti per convincere, nel futuro prossimo, gli alleati occidentali a fare di più per la sicurezza in quell’area dal potenziale strategico. Sicuramente il rafforzamento di tale azione servirà per tenere a bada eventuali rappresaglie iraniane a seguito della morte di Soleimani.

 
 

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