AFRICA 2020: POSSIBILITÀ GEOPOLITICHE

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Come sarà il 2020 per l’Africa? Quali avvenimenti occorrerà tenere presente per indagare e comprendere un territorio complesso? L’Istituto Analisi Relazioni Internazionali fa il “punto” della situazione geopolitica attuale e delle prospettive future del continente

L’anno appena iniziato si prospetta ricco di avvenimenti politici importanti per il Corno  d’Africa, che vale la pena ricapitolare per capire ed efficacemente analizzare le complessità di un territorio troppo spesso sottovalutato da analisti e decision-makers.

Innanzitutto, nel 2020, ben 17 Stati africani celebreranno i sessant’anni di indipendenza dalle ex-madrepatrie: occasione questa di certo non priva di significato, che darà varie occasioni per riflettere su come un continente che potrebbe ormai considerarsi a giusto titolo “maturo”, risenta ancora del legame di dipendenza con i precedenti regimi coloniali.

Contemporaneamente, sarà un anno di elezioni: Etiopia, Cameroon, Costa d’Avorio e moltissimi altri- 22 Paesi in tutto- saranno chiamati al rinnovo delle assemblee nazionali o all’ elezione di un nuovo capo di Stato. Sarà senza dubbio interessante osservare l’evolversi degli equilibri interni e internazionali, specialmente in quei territori che sono la chiave per la stabilità regionale, o che come l’ Etiopia rappresentano il fulcro di una stabilità politica non comune a sud dell’ Equatore. Proprio l’economia si preannuncia essere la chiave di volta per la vittoria elettorale, in Paesi che sono spesso caratterizzati da fragilità sistemiche e che non riescono a risollevarsi nonostante i massicci piani di aiuti e di investimenti provenienti dalla comunità internazionale.

Di non poco conto sarà anche, se effettivamente portata a termine nei tempi previsti, cioè entro la fine del 2020, lo sganciamento del franco CFA dalla moneta francese per agganciarlo allo Yuan. Questa volontà di emancipazione dalla sfera di azione francese, rappresenterebbe il definitivo ingresso in quella asiatica di Pechino, a completamento di un percorso già in atto da qualche anno, e che tuttavia vede il continente intrappolato in una trappola del debito di cui è difficile prospettare la soluzione.

Proprio per questo alcuni esponenti dei governi dell’ Africa centrale stanno prudentemente iniziando a guardarsi intorno alla ricerca di nuovi partners commerciali. Il candidato più probabile pare essere il Regno Unito che, se finalmente fuori dall’UE, dovrà ritagliarsi un nuovo ruolo nell’economia mondiale. Sarà da vedere se Boris Jhonson si dimostrerà interessato all’immagine di una “Inghilterra globale” quanto il suo predecessore, Theresa May.

Un anno ricco di avvenimenti dunque, che promette di portare l’ Africa sotto i riflettori della geopolitica mondiale.

 

 

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