RUSSIA E TURCHIA PRONTE A SPARTIRSI SIRIA E LIBIA

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Mosca e Ankara cooperano in Siria per eliminare l’ultima sacca di terroristi presente a Idlib. In Libia la situazione appare ancora più complessa tra sostegno a governi diversi e accordi strategici. Indubbiamente Mosca vuole aumentare la sua influenza nelle due aree

Fonte: Ministero della Difesa russo

Gli attori internazionali che negli ultimi anni hanno dovuto affrontare situazioni diplomatiche che rischiavano di complicare i rapporti, Mosca e Ankara, si trovano adesso ad affrontare la questione di Idlib e della spartizione della Siria occidentale. Se la prima cerca costantemente di trattare per la cessazione del sostegno ai vari gruppi jihadisti, terroristi e ribelli che ancora dominano a Idlib e dintorni, la seconda ambisce a creare nella Siria occidentale una specie di protettorato che possa tenere lontana la minaccia curda e contenere in qualche modo l’ondata di profughi che si riversa verso i suoi confini. 

Quest’ultimo fattore appare adesso decisivo in quanto Erdogan ha affermato che il proprio Paese non potrebbe affrontare un’ennesima crisi umanitaria ai suoi confini.Nelle ultime settimane, a seguito di un incontro di alto livello che si è tenuto a Mosca tra i ministri degli Esteri dei due Paesi, l’esercito siriano, con il supporto dei Russi, è avanzato verso Idlib riconquistando almeno 20 villaggi e si è avvicinato ai punti di osservazione turchi nel nord-ovest siriano.

Stando alle stime ONU, più di 230000 sfollati sono in fuga da Idlib e sono, perciò, fuggiti dalla città di Maarat al-Numan e da altre nei pressi di Idlib. Sulla Siria occidentale è quasi da escludere uno scontro diretto tra Russia e Turchia ma sarà importante capire fino a che punto Ankara sarà disposta a mollare la sua presa sulla grande area a ovest e sulla galassia di ribelli e jihadisti che le servono per rafforzare la propria strategia geopolitica nel Medio Oriente.

La Russia ambisce a pacificare la Siria Occidentale per avere più ampio margine di manovra per manovrare a livello militare nelle basi militari a ovest di Damasco, come quella di Latakia, per esempio, e per incrementare la sua credibilità nei confronti del governo di Assad. In ultimo non si deve dimenticare che il Cremlino ha come obiettivo quello di dominare nei mari caldi, nel Mediterraneo.Mosca, sul fronte siriano, dovrà essere abile nel neutralizzare eventuali espansioni e manovre militari turche in Siria e sperare, nel futuro, di erigersi a player decisivo anche attraverso la presenza nella base di Hmeimim.

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