Operazione Mamba: lotta alla corruzione o nuova caccia alle streghe?

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In Gabon, il presidente Ali Bongo ha infuso nuova forza alla lotta alla corruzione nel Paese tramite una nuova ondata di arresti afferenti alle indagini relative all’Operazione Mamba, lanciata dallo stesso presidente nel 2017, e che ha effettivamente contribuito a combattere il dilagante malgoverno del Paese nel settore industriale e petrolifero, con un’ indice percepito di corruzione nelle imprese, passato dai 24 ai 37 punti, secondo stime ufficiali più recenti del Transparency International Index( dove 100 indica l’assenza di corruzione).

Con otto persone tra le più alte cariche politiche e industriali detenute in custodia preventiva, il nuovo capitolo di Mamba sembra aver sferrato un duro colpo a coloro che vorrebbero sfruttare la ricchezza nascente di uno dei Paesi storicamente più fragili dal punto di vista economico a scopo personale, tramite complesse operazioni di riciclaggio che coinvolgerebbero anche esponenti del vicino governo del Congo.

Il quotidiano ufficiale della nazione, l’Union, parla di 142 milioni di dollari che sarebbero “evaporati” nel giro di ventiquattro mesi, denaro che sarebbe in parte servito a riformare l’arretrata struttura lavoristica e infrastrutturale del settore petrolifero, in accordo con i titolari delle concessioni e le parti sociali. Tuttavia, non poche perplessità sorgono in seno agli esponenti più attenti della comunità internazionale, che hanno sollevato condivisibili dubbi in merito alla fondatezza delle accuse rivolte nei confronti di uno degli indagati, Brice Laccruche Alihanga, ex- capo di gabinetto del presidente gabonese.

Alihanga aveva conquistato notevole influenza quando Bongo, al potere dal 2009, era stato colpito da un ictus all’inizio del 2018, e aveva mantenuto intatto il potere per i due anni successivi, salvo dimettersi poi il 7 Novembre, all’inizio dell’ondata di arresti. Più di una voce ha quindi subodorato una caccia alle streghe politica, o una vendetta personale, al fine di costringere il più papabile, e popolare, successore del Presidente ad uscire di scena, mentre Bongo, ancora sofferente, cerca di rinsaldare il potere nelle proprie mani con l’aiuto della efficiente e leale polizia di Stato.

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