PALERMO: DAL 22 AL 24 NOVEMBRE IL SECONDO FORUM SUL “PENSIERO ISLAMICO EUROPEO”

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È iniziato oggi a Palermo il Forum sul “Pensiero islamico europeo”. L’evento, che si concluderà domenica, è stato organizzato dalla Comunità religiosa islamica (Coeris) e vede la partecipazione dei rappresentati musulmani europei e del mediterraneo.

Tra i relatori presenti è doveroso citare la partecipazione di alcuni dei principali esponenti della ricerca sull’islam in Europa, tra cui Mohamed Abu Nimer del Kaiciid di Vienna (King Abdullah bin Abd al Aziz International Centre for Interreligious and Intercultural Dialogue) e Mustafa Cherif, ministro dell’Educazione in Algeria. Oltre agli esperti, va segnalata anche la presenza istituzionale del sindaco Leoluca Orlando, l’assessore regionale all’Istruzione Roperto Lagalla e la console del regno del Marocco Fatima Baroudi.

L’obiettivo del Forum sarebbe quello di dare vita ad una piattaforma, per coordinare nel migliore dei modi, il dialogo e la cooperazione tra le comunità musulmane, e tra queste e le altre realtà religiose presenti in Europa.

Per comprendere l’importanza di questa iniziativa potrebbe essere utile fare una premessa e ricordare che quando si parla di Islam in Europa non si fa riferimento alle comunità musulmane che vivono in Europa, intese come parte di un fenomeno “recente”.

Al di là infatti della percezione derivata dall’ atteggiamento mediatico allarmista degli ultimi anni, la presenza della cultura arabo-musulmana è presente in Europa già da prima del IX secolo e ha lasciato una fortissima eredità, sia dal punto di vista architettonico che culturale. Eredità che si nota soprattutto nella penisola iberica, in Sicilia, in Puglia e nella penisola balcanica. Tuttavia nel corso dei secoli questa forte influenza è stata quasi “omessa” e utilizzata come uno strumento su cui costruire il discorso orientalista.

Attraverso l’orientalismo, l’Occidente ha definito la propria identità, unica e ben separata dall’Altro (l’Oriente), delegittimando nei fatti l’apporto culturale arabo-musulmano. È chiaro che di fronte ai mutamenti geopolitici che sono emersi dopo il 2001 questa narrazione sull’Oriente, e in particolare sull’islam, ha poi favorito l’acutizzarsi del conflitto ideologico e dei fenomeni di radicalizzazione.

Il Forum quindi potrebbe essere una valida opportunità per investire nella conoscenza e favorire la divulgazione di informazioni in grado di combattere gli stereotipi culturali, favoriti anche da una propaganda politica aggressiva e dalla diffusione di fake news. In realtà si potrebbe fare un ulteriore affermazione e superare il concetto di islam in Europa, iniziando ad abbracciare l’idea dell’islam, non come qualcosa di estraneo all’occidente, ma come tassello fondamentale che ha contribuito nella costruzione della nostra cultura. Del resto, Glenn H. Patrick ha sempre sostenuto che la tradizione, come l’identità culturale, non è statica ma qualcosa che continua ad evolversi e che si arricchisce attraverso l’incontro con gli altri.

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Giusy Monforte

Cari lettori, ho il piacere di presentarmi, sono Giusy Monforte, analista dell’Istituto Analisi Relazioni Internazionali (IARI).
La mia passione per la geopolitica è iniziata a Catania, dove mi sono laureata in Politica e Relazioni internazionali. Successivamente mi sono spostata a Napoli, città che mi ha letteralmente incantata per la sua capacità di restare fedele alle sue radici identitarie pur guardando verso l’Europa. A Napoli ho conseguito una laurea magistrale in Studi Internazionali presso “L’Orientale”, dedicando particolare attenzione al mondo arabo e al diritto islamico, con il fine di inquadrare quest'ultimo nelle scienze giuspubblicistiche. Dopo la laurea ho continuato i miei studi e non ho mai smesso di scrivere: ho collaborato con diverse riviste di geopolitica.
Ho avuto la fortuna di salire a bordo di questo Think Tank sin dall’inizio riuscendo, in questo modo, a dare il mio contributo dalle sue prime manovre e a crescere professionalmente insieme ad esso. Allo IARI mi occupo soprattutto di temi afferenti al costituzionalismo in Africa e negli Stati a maggioranza musulmana.
La mia curiosità verso il mondo si riversa probabilmente anche nelle altre attività.
Dedico il resto del mio tempo alla ricerca delle scoperte musicali e vado spesso ai Festival che ti permettono di spaziare dal dreampop alla Jazztronica, senza sembrare una persona confusa, e a condividere, contemporaneamente, la passione per la musica con persone provenienti da tutto il mondo. Amo viaggiare, oltre che fisicamente, anche attraverso il cinema: seguo con particolare interesse il cinema iraniano e coreano, ma confesso che il mio cuore appartiene al canadese Xavier Dolan.
La parola che odio di più è etnocentrismo: spesso si ignora che non esiste solo una prospettiva e che la realtà ha diverse facce se imparassimo a guardarla con gli occhi degli altri.
La mia parola preferita, invece, è prònoia: perché l’universo può giocare anche a nostro favore ma a volte lo dimentichiamo

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