Incidente nello stretto di Kerch – finalmente disgelo tra Russia e Ucraina?

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Il servizio stampa di controllo di frontiera dell’FSB in Crimea, ha riferito che vi sarà il trasferimento sotto la custodia del governo ucraino, delle navi della Marina ucraina sequestrate dai militari russi, dopo l’atto provocatorio avvenuto nello Stretto di Kerch nel novembre 2018.

La parte russa ha già iniziato a rimorchiare le navi nelle acque neutre del Mar Nero, luogo concordato con la controparte ucraina. Commentando l’imminente trasferimento delle navi, la Duma di Stato ha dichiarato che sarà fatta qualsiasi azione affinché si riducano le tensioni tra Mosca e Kiev e si proceda alla normalizzazione delle relazioni bilaterali. 

In conformità con gli accordi raggiunti con il governo di Kiev, tre navi ucraine – il rimorchiatore Yany Kapu e le piccole navi di artiglieria corazzata Nikopol e Berdyansk – verranno rimorchiate dal porto di Kerch al punto di trasferimento concordato. Tale azione si terrà il 18 novembre 2019 Questo è la nota rilasciata dall’addetto stampa della marina russa ai media di Russia Today.

Il trasporto delle navi ucraine è iniziato il pomeriggio del 17 novembre del 2019 e secondo RIA Novosti, il rimorchiatore Yany Kapu e le barche Nikopol e Berdyansk hanno lasciato il deposito scortato da navi russe.

“Andranno al punto di incontro senza alcun convoglio militare, le nostre acque territoriali costeggiano la penisola e non è necessaria alcuna protezione aggiuntiva.  “, ha dichiarato Dmitry Belik, deputato della Duma di Stato di Sebastopoli.

A sua volta, il vicepresidente della commissione della Duma di Stato per gli affari della CSI, l’integrazione eurasiatica e le relazioni con i compatrioti Viktor Vodolatsky ha espresso l’opinione che tali azioni possano aiutare a normalizzare le relazioni russo-ucraine.

“Riteniamo che qualsiasi azione relativa alla riduzione delle tensioni e allo scontro tra i due stati dovrebbe contribuire allo sviluppo di quelle relazioni esistenti prima del 2014“.

A suo avviso, tutti i problemi scaturiti negli anni post “Euro-Maidan” tra Mosca e Kiev non possono essere risolti dall’oggi al domani, tuttavia le attuali azioni della Russia indicano la disponibilità ad agire in modo costruttivo, affinchè possano beneficiarne entrambi i governi.

Quanto stiamo facendo oggi, dimostra che la Russia è un paese che aderisce e aderirà alla politica dei rapporti di buon vicinato con l’Ucraina “, ha concluso Vodolatsky.

Ricordiamo che l’incidente che ha seriamente rischiato di compromettere definitivamente i rapporti da Kiev e Mosca è avvenuto il 25 novembre 2018, quando tre navi della Marina ucraina (1 rimorchiatore e 2 piccole imbarcazioni militari) hanno attraversato, violando le acque territoriali russe, il confine marittimo con Russia.

Il servizio di frontiera dell’FSB, vedendo che le imbarcazioni ucraine ignoravano più volte il comando di rientrare nelle proprie acque territoriali,  sono state costrette ad intervenire, sequestrando le imbarcazioni e arrestando 22 marinai ucraini e due ufficiali dell’ SBU. 

Per quanto concerne la parte ucraina, il ministro degli Esteri Vadim Pristayko, ha affermato che il ministero degli Esteri ha inviato una nota a Mosca chiedendo loro di fornire coordinare e ora circa il trasferimento delle navi a Kiev, nel pieno spirito di collaborazione. Inoltre ha dichiarato che dopo il ritorno delle navi, l’esercito ucraino ispezionerà accuratamente le imbarcazioni per capire se sono state colpite da armi russe durante il processo di messa in custodia da parte della stessa marina russa.

Il clima di riavvicinamento potrebbe però essere minato dalle parole del portavoce del Ministro degli Esteri russo Maria Zakharova, il quale ha dichiarato a radio Komsomolskaya Pravda che “Le navi potranno essere pure consegnate, ma vi dovranno essere garanzie scritte che i 24 marinai ucraini parteciperanno al pre-processo e al processo che li vedrà imputati per aver violato le acque territoriali russe “

Tuttavia, Pavel Klimkin, l’ex Ministro degli Esteri ucraino, ha affermato che “Questo non accadrà“. Ha inoltre sottolineato che Mosca deve conformarsi alla decisione del Tribunale internazionale delle Nazioni Unite per il diritto del mare, sebbene i diplomatici russi abbiano più volte dichiarato che non era possibile applicare all’incidente le procedure specificate nel documento.

In foto il Ministro Russo Maria Zakharova

A tale affermazione il Ministero degli Affari esteri russo risponde con una nota nella quale afferma che:

Come ha più volte ha chiarito il governo di Mosca, le dichiarazioni fatte sia dalla Russia che dall’Ucraina al momento della firma e della ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite del 1982 sul diritto del mare precludono la possibilità di invocare le procedure di risoluzione delle controversie per l’incidente del 25 novembre 2018 nella regione dello stretto di Kerch“.

Alla luce di questo, lo scorso luglio 2019, l’FSB ha incriminato i marinai dell’equipaggio ucraino, ai sensi della parte 3 dell’art. 322 del codice penale russo per “Attraversamento illegale del confine di stato della Federazione Russa, con l’aggravante che tale atto è stato commesso da un gruppo organizzato”.

Va ricordato che lo scorso settembre 2019, i 22 marinai e due ufficiali SBU sono stati sono ritornati in patria, in occasione di uno scambio con detenuti russi trattenuti dal governo ucraino,  secondo la formula “35 per 35” . 

Sul fatto si è espresso lo scienziato politico Vyacheslav Ganzhara il quale ritiene che Mosca e Kiev finalmente, forse per la prima volta, dopo il cambio di “regime” in Ucraina sono riusciti a trovare un dialogo che potrà costituire terreno per un futuro pacifico.

Sono già stati trovati alcuni punti comuni durante la presidenza di Zelensky, in particolare lo scambio di persone tenuto nel territorio di Ucraina e Russia. In previsione dell’incontro possiamo supporre che ci sarà una sorta di cambiamento nella questione della risoluzione della situazione nel Donbass “, ha commentato Vyacheslav Ganzhara a RT.

In foto il giorno dello scambio di prigionieri “35 per 35”

Allo stesso tempo, ha descritto le navi ucraine come “lattine galleggianti” aggiungendo che per la Russia queste navi non hanno alcun valore, se non come strumento per l’instaurazione di un dialogo con l’Ucraina.

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