IL SISTEMA ENERGETICO: UN VENTENNIO A STELLE E STRISCE

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È stato pubblicato l’annuale “World Energy Outlook”, documento redatto dall’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), che analizza le prospettive del sistema energetico globale. Innanzitutto si prevede, a condizione di continuità delle politiche dei governi, un aumento della domanda energetica pari all’1.3% annuo fino al 2040, complice l’aumento della popolazione mondiale, dei consumi e quindi della produzione.

Gli Stati Uniti si sono ormai affermati quali attore globale che sta rimodellando il panorama energetico. La rivoluzione dello shale oil ha riconfigurato il mercato globale, stabilizzando i prezzi del petrolio e comprimendo l’influenza del cartello OPEC (e del cosiddetto OPEC + se consideriamo la Russia). L’IEA stima che entro il 2025 gli USA supereranno addirittura la Russia nella produzione di petrolio e gas. Ricordiamo che, già da un triennio, gli Stati hanno scavalcato l’Arabia Saudita come maggior produttore di petrolio. Grazie alle nuove tecnologie di estrazione, dunque, gli Stati Uniti potranno fungere da contrappeso agli sforzi dell’OPEC + di controllare il mercato dell’energia. La produzione di petrolio dei membri OPEC più la Russia, infatti, dovrebbe arrivare al 47% del petrolio globale nel 2030 (nella storia non era mai stata inferiore al 50%).

Infine l’Agenzia internazionale dell’energia, segnatamente nello “Scenario di Sviluppo sostenibile”, invita i governi a diminuire le emissioni, nel rispetto dell’Accordo di Parigi e prendendo atto del sensibile tema del cambiamento climatico. Viene auspicata, a tal proposito, una grande coalizione, che riunisca governi, investitori, compagnie petrolifere e chiunque altro soggetto si occupi di energia, per conciliare il rispetto dell’ambiente e la crescente domanda energetica.

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Emanuele Gibilaro

Classe 95, analista di politica estera USA, membro del direttivo IARI e brand ambassador. Studente magistrale in Relazioni Internazionali (indirizzo Diplomazia e Organizzazioni internazionali) presso l’Università degli Studi di Milano. Ho conseguito la laurea triennale in “Storia, politica e Relazioni internazionali” a Catania- città di cui sono originario- con una tesi sul rapporto tra giornalismo e comunicazione politica durante alcuni eventi salienti della storia contemporanea di Italia e Stati Uniti.
Per IARI mi occupo di politica estera e interscambio diplomatico degli Stati Uniti con i principali attori internazionali. Ma anche di questioni energetiche e sicurezza nazionale. Approfondisco tali tematiche da diversi anni, in un’ottica che contempera dimensione giuridica, storica, diplomatica, militare ed economica.
Ho sposato il progetto IARI fin dal primo giorno della sua fondazione, perché ho visto un gruppo affiatato, competente e motivato a creare una realtà che diventasse un punto di riferimento per il mondo accademico italiano, ma anche per chi desidera avere un quadro sulla politica e i fenomeni internazionali. Abbiamo scelto il formato di think tank specializzato in quanto fenomeni complessi come quelli internazionali meritano un’elaborazione analitica, precisa e pluridimensionale, che non semplifichi le questioni con ideologie e luoghi comuni (così come spesso accade nelle testate giornalistiche del nostro Paese). Pertanto, l’analista deve mettere le sue competenze a disposizione del lettore, individuando possibili scenari e fornendo a chi legge tutti gli elementi necessari alla formazione di un’opinione.

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