ALGERIA: ANNUNCIATI I NOMI DELLE PROSSIME ELEZIONI PRESIDENZIALI

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L’Autorità elettorale nazionale indipendente ha dichiarato che sono stati selezionati i cinque candidati che concorreranno alle elezioni presidenziali che si terranno, in Algeria, il prossimo 12 Dicembre. I nomi sono stati scelti da una lista contenente 22 proposte di candidatura.

Ali Benflis: membro del Fronte nazionale di liberazione, è stato primo ministro dal 2000 al 2003. Per Benflis è il terzo tentativo di candidatura alle presidenziali. La prima volta risale al 2004, anno in cui portò a casa solo il 6,4% dei consensi contro l’85% di Bouteflika. Un esito simile nel 2014, quando riuscì ad ottenere il 12,18% ma contro la maggioranza schiacciante di Bouteflika che superò ancora una volta l’80%. Il suo orientamento riflette quello del partito a cui appartiene, tra forti aspirazioni nazionaliste e un socialismo di centro-sinistra.

Abdelmadjid Tebboune: uno dei volti più noti della politica algerina, ha mosso i suoi primi passi in politica già negli anni Ottanta. Nel 1991 è stato Ministro delegato alle comunità locali, e nel corso degli anni ha ricoperto diverse cariche: da Ministro della cultura, nel 1999, a Ministro del Commercio, nel 2017. Nell’estate del 2017, inoltre, è stato Primo Ministro, anche se il suo mandato è durato solo due mesi. Nonostante molti sostengano che sia il candidato “preferito” dall’esercito, si è presentato come il candidato del popolo pronto a sostenere una maggiore democrazia, soprattutto sul piano strutturale, attraverso una riforma sostanziale della Costituzione e del sistema elettorale.

Abdelkader Bengrina: ex Ministro del turismo dal 1997 al 1999, ha partecipato nel trienno 1994-97 ai lavori del Consiglio Nazionale di transizione. Bengrina si definisce un islamista moderato ed è membro del Society for Peace Movement, partito islamista creato nel 1990. Il suo orientamento si fonda sull’idea di una società giusta, basata sui valori tradizionali dell’Islam e che fa della pace e del sostegno verso i più poveri i pilastri fondamentali delle sue scelte politiche.

Azzedine Mihoubi: Ministro della cultura dal 2015 al 2019, è giornalista, scrittore e poeta algerino. Mihoubi è autore di numerose raccolte e romanzi molto famosi in Algeria, inoltre è l’autore di Confessions of Asskrem, tradotto anche in francese nel 2010. La sua carriera politica è iniziata alla fine degli anni Novanta e nel 2007 viene nominato sottosegretario di Stato alla comunicazione. Dal 20 Luglio 2019 è segretario generale del Raduno democratico nazionale, partito di destra e di orientamento liberale che sostiene con forza la privatizzazione dell’economia.

Belaid Abdelaziz: membro storico del Fronte nazionale di liberazione, nel 2012 si è staccato dal FLN per fondare un suo partito, Front El Moustakbal (Fronte per il futuro). Ha sostenuto nel 2004 la candidatura di Benflis, e nel 2014 ha provato a candidarsi per la prima volta alle presidenziali in cui arrivò terzo con il 3,13% dei voti.

Le elezioni algerine sono forse tra le più sofferte dell’ultimo anno. Dal 22 Febbraio, ad oggi, ogni venerdì migliaia di algerini continuano a riunirsi nelle strade contro Bouteflika. Tuttavia interpretare gli eventi degli ultimi mesi solo attraverso il malcontento verso Bouteflika sarebbe troppo riduttivo. Nel 2011 durante la “primavera araba” l’Algeria è stata toccata solo marginalmente dalle proteste. Oggi cambiano i motivi. Le proteste infatti, hanno trovato la loro spinta dall’aumento del prezzo del petrolio che ha piegato il sistema economico algerino. L’instabilità economica, non ancora così forte nel 2011, ha risvegliato il malcontento della popolazione verso la corruzione. Inoltre potremmo dire che sono cambiati anche i manifestanti. Negli ultimi mesi infatti migliaia di giovani sono scesi in piazza per chiedere l’affermazione di un sistema democratico, attraverso un’altissima partecipazione che è stata assente 9 anni fa. L’Algeria adesso non può tornare indietro.

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Giusy Monforte

Cari lettori, ho il piacere di presentarmi, sono Giusy Monforte, analista dell’Istituto Analisi Relazioni Internazionali (IARI).
La mia passione per la geopolitica è iniziata a Catania, dove mi sono laureata in Politica e Relazioni internazionali. Successivamente mi sono spostata a Napoli, città che mi ha letteralmente incantata per la sua capacità di restare fedele alle sue radici identitarie pur guardando verso l’Europa. A Napoli ho conseguito una laurea magistrale in Studi Internazionali presso “L’Orientale”, dedicando particolare attenzione al mondo arabo e al diritto islamico, con il fine di inquadrare quest'ultimo nelle scienze giuspubblicistiche. Dopo la laurea ho continuato i miei studi e non ho mai smesso di scrivere: ho collaborato con diverse riviste di geopolitica.
Ho avuto la fortuna di salire a bordo di questo Think Tank sin dall’inizio riuscendo, in questo modo, a dare il mio contributo dalle sue prime manovre e a crescere professionalmente insieme ad esso. Allo IARI mi occupo soprattutto di temi afferenti al costituzionalismo in Africa e negli Stati a maggioranza musulmana.
La mia curiosità verso il mondo si riversa probabilmente anche nelle altre attività.
Dedico il resto del mio tempo alla ricerca delle scoperte musicali e vado spesso ai Festival che ti permettono di spaziare dal dreampop alla Jazztronica, senza sembrare una persona confusa, e a condividere, contemporaneamente, la passione per la musica con persone provenienti da tutto il mondo. Amo viaggiare, oltre che fisicamente, anche attraverso il cinema: seguo con particolare interesse il cinema iraniano e coreano, ma confesso che il mio cuore appartiene al canadese Xavier Dolan.
La parola che odio di più è etnocentrismo: spesso si ignora che non esiste solo una prospettiva e che la realtà ha diverse facce se imparassimo a guardarla con gli occhi degli altri.
La mia parola preferita, invece, è prònoia: perché l’universo può giocare anche a nostro favore ma a volte lo dimentichiamo

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