L’oro blu di Nairobi: accesso ai servizi e progettazione urbana in Kenya

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Il discorso politico africano, si incentra sempre più frequentemente sul problema dell’organizzazione urbanistica delle metropoli del continente. Entro il 2030, infatti, ben sei città avranno oltre dieci milioni di abitanti. L’argomento ha particolare rilevanza a Nairobi per esempio, che in questo momento si trova a dover fare i conti con una “crisi dell’acqua” che assume rapidamente caratteri emergenziali, direttamente collegata alla crescita esponenziale della sua popolazione, ed alla difficoltà degli abitanti di trovare alloggi accessibili e forniti dei basilari servizi.

Se, infatti, nel 1990 l’80% degli abitanti di Nairobi aveva libero accesso ad acqua corrente, ad oggi, solo il 50% dei suoi quattro milioni e mezzo di abitanti ha questa possibilità. A risentirne sono soprattutto gli abitanti delle cosiddette “sistemazioni informali”, veri e propri slums, collocati ai margini della città, e che si ritrovano ad avere accesso ad acqua potabile solo in alcuni orari definiti di alcuni giorni della settimana, ricorrendo a fonti alternative, quali chioschi, mercato nero, ed ambulanti.

Senza contare il maggior costo che questi cittadini, di norma le fasce già più deboli e marginalizzate della popolazione, si trovano a dover affrontare, forti perplessità nascono ovviamente sul grado di contaminazione dell’acqua e sulla conseguente possibilità del diffondersi di epidemie, come tra l’altro osservato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Urgono quindi soluzioni tanto politiche quanto urbanistiche per porre rimedio al problema, che è destinato ad interessare fasce sempre più ampie di popolazione.

Il presidente Ururu Kenyatta si è dimostrato molto consapevole del risvolto politico e sociale del problema, inserendo il tema abitativo tra “Big Four” del suo mandato governativo. E tuttavia occorre sia un efficientamento del piano urbanistico, mirante a risanare e riqualificare le aree periferiche di Nairobi e di metropoli similari, sia un insieme di riforme di ammodernamento delle infrastrutture che garantiscano ai cittadini il libero accesso ai servizi basilari, quali appunto l’acqua. Solo così Nairobi e altre grandi città africane potranno proiettarsi nell’alveo delle metropoli moderne e all’avanguardia dell’Occidente a cui esse si ispirano.

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