Guerra Commerciale tra UE e Stati Uniti: siamo solo al 1° round

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.22.3″][et_pb_row _builder_version=”3.22.3″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.0.47″][et_pb_text _builder_version=”3.0.74″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat”]

La guerra commerciale non intende placarsi, ma soprattutto non è più solo una questione tra Stati Uniti e Cina, da mesi infatti sta mettendo a dura prova anche le relazioni tra Stati Uniti ed Ue. L’Unione europea ha abbandonato da decenni l’imposizione di dazi doganali, almeno quelli tra i paesi membri riuscendo così a costruire il così detto mercato unico europeo, questo però non sembra valere per gli Stati Uniti del Presidente Trump, i dazi sono da intendere ormai come una costante e non più una variabile della politica estera e commerciale statunitense, una costante alla quale fa ricorso spesso e volentieri l’amministrazione Trump, la utilizza senza fare sconti a nessuno, appellandosi al principio che in politica estera non esistono amici o nemici permanenti, ma solo interessi nazionali da tutelare.

Che il Presidente Donald Trump stia cercando di tutelare nel migliore dei modi gli interessi statunitensi è una cosa certa, ma è altrettanto certo che sta allontanando il suo paese dagli amici ed alleati europei con i quali (forse lo ha dimenticato) esiste un rapporto storico-culturale ed economico molto forte.

Il caso Airbus tra Stati Uniti e Unione europea risale all’ottobre 2004, dunque sono stati necessari 15 anni per arrivare alla sua conclusione. Il Wto (World Trade Organization, Organizzazione mondiale del commercio) ha autorizzato gli Stati Uniti a imporre dazi punitivi per 7,5 miliardi di dollari sulle esportazioni dell’Unione europea, come equa ritorsione per l’aiuto che l’Unione europea ha illegittimamente dato alla società aerospaziale europea Airbus nello sviluppo e lancio di alcuni dei suoi modelli più venduti come l’Airbus 380 e 350.

In base ai trattati istitutivi, il Wto regola e difende i principi del libero scambio e risolve le dispute tra Stati membri che nascono quando uno dei membri ritiene che un altro abbia violato tali principi. Gli Stati Uniti hanno accusato alcuni Stati membri dell’Ue ovvero Francia, Germania e Spagna di aver sostenuto con aiuti illegittimi in base alle regole del Gatt 1994 per 22 miliardi di dollari e di aver quindi causato un danno all’azienda statunitense che costruisce aerei la Boeing, diretta competitor di Airbus. L’Unione Europea ha risposto nel 2005, presentando al Wto un ricorso speculare, contro gli aiuti illegittimi che gli Stati Uniti avrebbero dato per 23 miliardi di dollari alla Boeing.

Si può confermare con molte probabilità che questa presa di posizione da parte degli Usa rappresenta probabilmente solo il primo atto della guerra commerciale, dato che arriverà presto (prima metà del 2020) un’altra sentenza del Wto sul caso Boeing che autorizzerà una possibile ritorsione europea contro i prodotti americani, se dalla Casa Bianca non faranno un cambio di rotta cercando un accordo con Ue per risolvere la questione è molto probabile che non appena sarà possibile da Bruxelles daranno inizio al 2° round.

Intanto Francia e Germania hanno dichiarato di sperare di raggiungere un accordo con gli Stati Uniti per evitare una vera e propria guerra commerciale a causa dei sussidi agli aerei. Bruno Le Maire, ministro delle Finanze francese ha dichiarato: “Stiamo offrendo la mano dell’amicizia e spero che gli Stati Uniti ascoltino la voce della ragione”. Dai toni decisamente più duri e meno concilianti Heiko Maas, il ministro degli Esteri tedesco, ha detto che l’Ue ora dovrà reagire e una volta approvati dalla WTO, imporrà i propri dazi punitivi.

[/et_pb_text][et_pb_image src=”https://iari.site/wp-content/uploads/2019/12/1.jpg” admin_label=”banner dossier” _builder_version=”3.24.1″ locked=”off”][/et_pb_image][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

Gabriele La Spina

Gabriele La Spina, attualmente Capo Redattore e analista geopolitico per gli Affari Europei in IARI. Nato a Catania nel 1991, ha conseguito la laurea triennale in Politica e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Catania, ha proseguito gli studi a Milano, conseguendo il Diploma in Affari Europei presso l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). Infine ha continuato con la laurea magistrale in Internazionalizzazione delle Relazioni Commerciali sempre presso l’Ateneo di Catania.

Latest from Flash News

La Russia, la Cina e "la Forza della Siberia"

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.22.3″][et_pb_row _builder_version=”3.22.3″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.0.47″][et_pb_text _builder_version=”3.0.74″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat”] Forza della Siberia.

IL CONGO HA LE ORE CONTATE

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.22.3″][et_pb_row _builder_version=”3.22.3″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.0.47″][et_pb_text _builder_version=”3.0.74″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat”] Lunedi 25 Novembre

MERKEL VS MACRON: L’UE HA BISOGNO DI UN ESERCITO EUROPEO?

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.22.3″][et_pb_row _builder_version=”3.22.3″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.0.47″][et_pb_text _builder_version=”3.0.74″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat”] Hanno destato scalpore

Per preservare la propria immagine Ankara deve tenere a bada i ribelli dell’ESL

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.22.3″][et_pb_row _builder_version=”3.22.3″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.0.47″][et_pb_text _builder_version=”3.0.74″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat”] A seguito dell’accordo

CRESCONO I VOLUMI SULLA ROTTA ARTICA

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.22.3″][et_pb_row _builder_version=”3.22.3″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.0.47″][et_pb_text _builder_version=”3.0.74″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat”] Il riscaldamento climatico