Il bilaterale Pompeo-Conte: i temi che uniscono e dividono Washington e Roma

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Martedì 1 ottobre, il Segretario di Stato statunitense Mike Pompeo ha raggiunto l’Italia per una quattro giorni densa di impegni sia istituzionali che privati. Come rende noto il Dipartimento di Stato, il tour europeo di Pompeo – che dopo il Belpaese si recherà in Montenegro, Macedonia del Nord e Grecia- si pone l’obiettivo di “riaffermare la forza e le partnership degli USA in Europa” con un occhio di riguardo alle questioni della sicurezza e delle relazioni commerciali.

Il capo della diplomazia americana, probabilmente l’uomo che più gode della fiducia del Presidente Trump, è stato accolto, come da cerimoniale, al Quirinale dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. Una volta terminata la breve visita al Colle, la delegazione americana si è diretta verso Palazzo Chigi, dove, per la prima volta dalla formazione del nuovo Governo italiano, si è tenuto un incontro bilaterale di alto livello tra lo stesso Pompeo e il Primo Ministro italiano Conte. Tanti i temi oggetto dell’incontro: quelli più urgenti riguardano le relazioni commerciali e la crisi libica, ma anche le perplessità americane sulla costruzione della rete 5G in Italia e sulle spese NATO per la difesa.

In particolare, il Governo italiano nutre forti preoccupazioni per il probabile ed imminente pronunciamento dell’ Organizzazione mondiale del commercio (WTO), che potrebbe autorizzare gli USA ad imporre dazi dal valore di 7 miliardi di € sulle merci in arrivo dall’Europa, come ritorsione ai sussidi concessi da Bruxelles al consorzio europeo aereo mobilistico Airbus (principale concorrente dell’impresa statunitense Boeing). Con riferimento alle principali merci di esportazioni italiane verso gli USA, i dazi americani potrebbero colpire il settore agroalimentare del made in Italy, specialmente vini e formaggi.

Altra questione preminente è la crisi libica. Pompeo ha ringraziato l’Italia per la sua “leadership efficace in Libia e Nord Africa”, ma il Governo italiano, dal canto suo, chiede agli USA di utilizzare la sua “moral suasion” diplomatica per imprimere un’accelerazione al processo di pace, che, nelle intenzioni di Roma, dovrebbe riunire ad un tavolo (l’occasione più vicina è la Conferenza di Berlino) gli attori libici ed extra-libici per la firma di un cessate il fuoco.

Tuttavia, anche Washington ha chiesto garanzie all’Italia circa due dossier di fondamentale importanza per l’amministrazione Trump: spese NATO e costruzione reti 5G. Le suddette questioni hanno costituito, nell’ultimo anno, il filo conduttore di tutte le visite del Segretario di Stato USA nel continente europeo.

Pompeo ha esortato l’Italia a spendere di più per gli armamenti e gli equipaggiamenti militari nell’ambito NATO; mentre, riguardo alla vicenda 5G, ha avvertito il Governo italiano sui rischi alla sicurezza e alla sovranità nazionale derivanti dalla concessione a vantaggio dell’impresa cinese Huawei per la costruzione della rete 5G nazionale. Il Presidente del Consiglio ha rassicurato il partner americano, ribadendo la collocazione atlantica dell’Italia, i suoi impegni per le attività della NATO e la cautela nell’assegnazione degli appalti per la costruzione delle rete 5G (nonostante ciò, occorre sottolineare che ad oggi i rapporti con Pechino- suggellati lo scorso marzo dalla firma di un Memorandum d’intesa sulla “Via della Seta”- siano ottimi).

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