La Russia sequestra due imbarcazioni nordcoreane nel Mar del Giappone

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Le forze dell’ordine della Federazione Russa hanno sequestrato due golette nordcoreane sul fiume Yamato, nella Zona Economica Esclusiva (ZEE) russa nel Mar del Giappone. L’ufficio stampa dell’FSB ha riportato che, nella giornata di martedì, le due imbarcazioni sono state colte in flagrante (assieme a 11 motoscafi) a violare l’area nel cui territorio Mosca ha diritti sovrani di sfruttamento. Contestualmente all’intervento russo, da una delle imbarcazioni di Pyongyang è partito un attacco contro le pattuglie, che ha ferito 3 agenti. Il Ministero degli Esteri russo ha quindi convocato l’incaricato d’affari del regime est-asiatico, Jin Jong-hyeop, come affermato in un comunicato pubblicato mercoledì e rilanciato dalla TASS.  Mosca ha chiesto al vicino orientale di “adottare misure di ampio respiro per evitare incidenti del genere in futuro”, affermando al contempo che la Russia “sta adottando misure decisive per arrestare coloro che hanno commesso atti illeciti”.

L’FSB ha rivelato che, al momento, le golette si trovano sotto sequestro nel porto russo di Nachodka, a pochi chilometri da Vladivostok e dal confine con la Corea del Nord. Il Mare del Giappone è stato lo scenario di diversi episodi, talvolta mortali, tra le marine degli Stati che vi si affacciano (oltre alla Russia ed alla Corea del Nord, anche il Giappone e la Corea del Sud). Nel 2016, l’FSB aveva aperto il fuoco (provocando morti) contro alcuni nordcoreani che stavano tentando di entrare in acque russe. A luglio, inoltre, Pyongyang aveva sequestrato e rilasciato dopo pochi giorni una nave battente bandiera russa, con a bordo 15 russi e 2 sudcoreani.

L’ultimo episodio controverso risale alla fine di agosto, quando la marina di Pyongyang ha impedito l’accesso nella propria ZEE ad imbarcazioni giapponesi (Tokyo che, a sua volta, ha respinto più di 300 imbarcazioni nordcoreane questa estate). Sono proprio dinamiche del genere a sottolineare come la vicinanza del Cremlino a Kim Jong-Un, specialmente in funzione di contrasto agli Stati Uniti, non prevenga certo il crearsi di situazioni di conflitto tra i due attori. Un conflitto che, peraltro, pare destinato ad acuirsi nel contesto dell’amplificarsi dell’importanza strategica dell’Estremo Oriente, nonché nell’ambito del conseguente “scontro di influenze” provocato dall’ascesa della Cina e dalle misure di contrasto a questa da parte di Washington nella regione.

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