L'Ultimo amico africano

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Il Primo Ministro dello stato di eSwatini Ambroise Dlamaini visiterà con una delegazione di ben 6 ministri Taiwan, il 10 ottobre in nome di Re Mswati III, sovrano dell’ultima monarchia assoluta in terra d’Africa. In quel giorno la Repubblica di Cina celebra tutt’oggi i sommovimenti politici e civili che portarono il patriota, politico e intellettuale Sun Yat Sen a rovesciare il millenario Impero Cinese per creare il moderno stato Repubblicano che sopravvive tutt’oggi dopo la sconfitte delle forze nazionaliste nella guerra civile cinese sull’isola di Taiwan, ultimo lembo di territorio rimasto sotto il controllo dei successori di Sun Yat Sen. Taipei e lo stato di eSwatini, allora chiamato Swaziland, instaurarono forti relazioni dopo l’indipendenza del paese sudafricano dalla Gran Bretagna nel 1968. Da quando nella primavera del 2018 il Burkina Faso ha riconosciuto il governo di Pechino è l’unico alleato diplomatico rimasto alla Repubblica di Cina nel continente nero. Taiwan nel corso degli anni per mantenere i suoi legami con lo stato è stata prodiga, e lo è tutt’oggi di regalie verso le élite e la monarchia nazionali.

È stata Taipei a creare la rete elettrica dell’ex Swaziland, è Taiwan coi suoi aiuti che ha evitato al paese il completo default, è la Repubblica di Cina a istruire la classe dirigente del Regno la quale manda i propri figli e nipoti a studiare a Taipei. Legami oramai consolidati anche nel settore della difesa e ai quali nonostante i forti corteggiamenti di Xi Jinping, eSwatini non è pronta a rinunciare, anzi Taiwan e il piccolo stato sudafricano sotto Re Mswati III e la Presidente autonomista taiwanese Tsai hanno ampliato la gamma delle collaborazioni, proprio in una stagione dove l’offensiva diplomatica cinese è giunta a ridurre a 16 da 21 nel giro di 5 anni i paesi che riconoscono Taiwan come legittima Cina, proprio in queste ore per esempio lo stato delle Isole Salomone nel Pacifico ha ritirato il proprio riconoscimento a Taiwan per darlo a Pechino in cambio di investimenti economici.

Nel poverissimo paese africano il Partito Comunista dello Swaziland (non ha riconosciuto il cambio nel nome del paese attuato da Re Mswati l’anno scorso), messo fuori legge ufficialmente a causa dei propri legami con Pechino denuncia invece la corruzione di cui si giova la monarchia grazie agli aiuti taiwanesi. In ogni caso il paese è destinato a riconoscere Taipei come legittima Cina anche nel futuro a causa dei notevoli legami economici con Taiwan che vanno oltre agli aiuti, soprattutto per quanto riguarda le esportazioni di miele e frutta tropicale verso l’isola, tutt’oggi importanti per una economia in larga parte di sussistenza e a causa della retorica fortemente filo-taiwanese in voga nello stato col supporto delle istituzioni

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