Il G7 di Biarritz sfocia in un piccolo aiuto per l'Amazzonia e un pallido tentativo di risvegliare la grandezza francese

Ancora una volta il Presidente Francese Emanuel Macron gioca la sue carte in politica estera. Il giovane Presidente cerca di rispolverare gli antichi fasti della potenza francese attraverso continui appuntamenti internazionali e il G7 che si è appena concluso nella cittadina francese di Biarritz lo conferma. Risulta sempre più evidente che la Francia voglia diventare l’interlocutore principale dell’Unione Europea in politica estera, Emanuel Macron durante la sua campagna elettorale aveva dichiarato di essere un difensore dell’Ue, pertanto non stupisce il fatto che vuole essere lui a tentare di risolvere alcune delle questioni internazionali più spinose; dalla crisi Libica a quella sul nucleare tra Iran e Usa passando per la guerra commerciale con la Cina.

L’arrivo di un avversario protagonista di una crisi in corso è senza precedenti per una riunione del G7, rappresenta senza dubbio un successo diplomatico per la Francia, che da settimane ha intensificato gli sforzi per evitare uno scontro militare aperto con l’Iran. La questione dell’Iran è stata al centro del pranzo di due ore tra Trump e Macron sabato, quando il presidente americano ha assicurato di non volere una guerra con Teheran ma un accordo sul nucleare migliore di quello attuale, che l’America ha denunciato un anno fa e che comunque scade nel 2025. Poi se ne è riparlato a cena e i Sette hanno raggiunto un consenso di massima su due punti: 1) L’Iran non può dotarsi dell’arma atomica 2) occorre fermare l’escalation in Medio Oriente. Trump ha detto «no comment» a proposito dell’arrivo del ministro iraniano, che non ha incontrato alcun responsabile americano.

Il presidente del Consiglio Italiano, Giuseppe Conte, partecipa alla giornata conclusiva con incontri a margine con il premier britannico, Boris Johnson, e il capo di governo australiano, Scott Morrison. Al centro dell’incontro con il nuovo inquilino di Downing Street la Brexit, con la scadenza per l’uscita dall’Ue ormai in vista e le preoccupazioni che ne derivano per i tantissimi italiani che vivono e lavorano nel Regno Unito. “Ho ricordato ai colleghi che l’Italia ha una posizione di leadership in Europa nel campo delle energie rinnovabili e lavora in prima linea per un cambio di paradigma e per realizzare un’agenda globale che protegga i nostri figli e le generazioni future”, si legge in un post sul profilo Facebook del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Durante gli incontri e le sessioni di lavoro i Paesi del G7 hanno deciso di stanziare 20 milioni di euro, per sostenere i Paesi dell’Amazzonia nel contrastare gli incendi. La maggior parte dei fondi verranno usati per inviare Canadair, ha fatto sapere una fonte dell’Eliseo. I G7 hanno inoltre concordato il sostegno a un piano a medio termine per il rimboschimento, che verrà svelato alle Nazioni Unite a settembre.

Infine il Presidente Trump è poi intervenuto anche sul tema della Russia, dicendo che è “certamente possibile” che Mosca sia invitata al G7 del 2020 che si terrà in America. Ma, si apprende da fonti diplomatiche, i leader del G7 sono concordi sul fatto che è troppo presto per pensare ad un ritorno della Russia (e quindi a un G8): “C’è un percorso di verifica da effettuare, da qui alla fine dell’anno”. Mosca, dal canto suo, ha fatto sapere che esaminerà un eventuale invito a Vladimir Putin per il summit G7 del 2020.

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